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Se Outlook Express (per chi lo usa ancora) dovesse chiedervi ad ogni chiusura di comprimere i messaggi, e per qualche buona ragione (ad esempio perchè in alcuni casi i messaggi oltre a comprimerli li cancella) non volete farlo, potete usare questo “trucchetto” per liberarvi temporaneamente del fastidioso promemoria.

Outlook utilizza infatti un “contatore” che dopo 100 aperture del programma fa scattare il noioso messaggio di avviso.

Per eliminarlo è necessario

– chiudere  Outlook Express

– andare in Start – Esegui  e digitare regedit

– nel percorso HKEY_CURRENT_USER\Identities\{STRINGA}\Software\Mi crosoft\Outlook Express\5.0
cercare sulla videata di destra la voce “Compact Check Count” e a quel punto reimpostare il valore a zero.

Ho fatto l’upgrade di una installazione di WordPress dalla versione 2.7.1 alla 2.8.6. Sia quest’ultima versione che la immediatamente precedente (la 2.8.5) mi hanno riservato una sorpresa: era sparito nella videata di editing delle pagine il menù a discesa per selezionare diversi template per le pagine (se non sapte di cosa stao parlando qui trovate qualche info in più). Dov’era finito? Non si sa cos’abbiano combinato, evidentemente si è trattato di una svista.

Ho scoperto quindi che nel file edit-page-form.php che si trova nella cartella wp-admin dell’installazione di WordPress c’è una voce impostata a zero che impedisce la visualizzazione del menu: ( 0 != count( get_page_templates() ) )

Questa voce va impostata a “110” per far ricomparire la funziona di scelta dei template che altrimenti risulta ingestibile.

In Windows Server 2008 non esiste più il vecchio e caro NTBackup. Giusto per rendere più felici i proprio clienti Microsoft ha deciso di sostituirlo con il più inutile Windows Server Backup.  Il nome dice tutto: si tratta di una MMC da installare tra le “Nuove Funzionalità” del pannello del “Server Manager“, sotto gli Strumenti di Amministrazione, che permette di fare il backup di Windows.

Cioè o di TUTTO Windows o solo di alcune sue UNITA’. Quindi niente più selezione di cartelle, file, ecc. O tutto o niente. E se come a me vi sorgesse l’insana idea di salvare anche solo il System State della macchina (utile per dirne una, in server Active Directory) preparatevi ad aprire la riga di comando e a rimpiangere il buon vecchio backup di Windows Server 2003 che era sì banale e limitato (come i suoi predecessori), ma tutto sommato funzionale e semplice da usare.

Per fare quindi uno scontatissimo backup schedulato dello stato della vostra installazione di Windows adesso dovrete fare così:

– creare un file batch, tipo “systemstate.bat” da posizionare in c:

– scrivere con un editor nel file batch la seguente riga di comando:

wbadmin start systemstatebackup -backupTarget:C: -quiet

(come potete notare nel comando ho definito C: come unità dove salvare il file di backup generato. Se avete altre unità di sistema potete definirle al suo posto. Se C: è l’unica che avete a disposizione (come nel mio caso) sappiate che Microsoft di default ha deciso di non accettare salvataggi del SystemState sullo stesso disco ove risiede l’installazione di Windows, quindi per forzare questa impostazione è necessario andare sul registro di sistema, tramite il solito regedit e aggiungere un nuovo valore DWORD (32 bit) chiamato “AllowSSBToAnyVolume” nel seguente percorso: HKLM\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\wbengine\SystemStateBackup\AllowSSBToAnyVolume )

– fatti i passaggi precedenti non ci rimane che schedulare una Operazione Pianificata nei giorni e nei tempi che desideriamo per avviare il file batch di cui sopra ad intervalli regolari.

Nota: in Windows Server 2008 il file completo del backup del SystemState è di dimensioni enormi rispetto ai vecchi file BKF a cui si era abituati. Si parla di svariati GB. In uno dei server su cui ho testato tutta la procedura con uno spazio disco occupato di 17 GB, il file di backup è arrivato ad occupare ben 13 GB di spazio disco. Quindi attenzione ad avere abbastanza posto prima di procedere al salvataggio.

Anche il formato con cui vengono salvati i dati è diverso. Si tratta di una struttura di cartelle che a partire dalla prima nominata “WindowsImageBackup” contengono svariate informazioni tra cui un file con estensione VHD che è il vero e proprio cuore del SystemState effettuato.

Infine, sappiate fin da ora che non è più possibile salvare i file di cui sopra via rete, né su una unità collegata né su un percorso UNC. E’ obbligatorio prima salvarlo in locale e poi eventualmente trasferirlo su altri supporti in un secondo momento (magari attarverso un altro file batch avviato successivamente che si occupa esclusivamente dell’operazione).

Mi è capitato recentemente di dover impostare un server NTP (Network Time Protocol) esterno su un controllore di dominio Windows Server 2008. Era necessario che la macchina fosse perfettamente sincronizzata con l’ora dato che altri server con registrazioni di dati particolarmente importanti facevano riferimento ad essa per salvare di volta in volta i record in un database.

Quando ci si trova di fronte ad un controllore di dominio c’è una procedura particolare a cui attenersi che richiede la configurazione del registro di sistema della macchina. Ecco i passaggid da fare affinchè Windows si appoggi ad un server NTP esterno per avere sempre l’ora esatta. In rosso i dati che ho usato io:

  1. Cambiare il tipo di server in NTP. Per effettuare questa operazione, attenersi alla seguente procedura:
    1. Fare clic sul pulsante Start, scegliere Esegui, digitare regedit, quindi scegliere OK.
    2. Individuare e selezionare la seguente sottochiave del Registro di sistema:
      HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\W32Time\Parameters\Type
    3. Nel riquadro destro fare clic con il pulsante destro del mouse su Type, quindi scegliere Modifica.
    4. In Modifica valore, digitare NTP nella casella Dati valore, quindi scegliere OK.
  2. Impostare AnnounceFlags su 5. Per effettuare questa operazione, attenersi alla seguente procedura:
    1. Individuare e selezionare la seguente sottochiave del Registro di sistema:
      HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\W32Time\Config\AnnounceFlags
    2. Nel riquadro destro fare clic con il pulsante destro del mouse su AnnounceFlags, quindi scegliere Modifica.
    3. In Modifica valore DWORD, digitare 5 nella casella Dati valore, quindi scegliere OK.
  3. Abilitare NTPServer. Per effettuare questa operazione, attenersi alla seguente procedura:
    1. Individuare e selezionare la seguente sottochiave del Registro di sistema:
      HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\W32Time\TimeProviders\NtpServer
    2. Nel riquadro destro fare clic con il pulsante destro del mouse su Enabled, quindi scegliere Modifica.
    3. In Modifica valore DWORD, digitare 1 nella casella Dati valore, quindi scegliere OK.
  4. Specificare le origini ora. Per effettuare questa operazione, attenersi alla seguente procedura:
    1. Individuare e selezionare la seguente sottochiave del Registro di sistema:
      HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\W32Time\Parameters\NtpServer
    2. Nel riquadro destro fare clic con il pulsante destro del mouse su NtpServer, quindi scegliere Modifica.
    3. In Modifica valore digitare Peers (io ad esempio ho inserito l’IP 193.204.114.232 del GARR. Altri li potete trovare qui) nella casella Dati valore, quindi scegliere OK.Nota Peers è un segnaposto per un elenco di peer delimitato da spazi da cui il computer ottiene i time stamp. Ogni nome DNS elencato deve essere univoco. È necessario aggiungere ,0x1 alla fine di ogni nome DNS. Se non si aggiunge ,0x1 alla fine di ogni nome DNS, le modifiche apportate nel passaggio 5 non avranno effetto.
  5. Selezionare l’intervallo di polling. Per effettuare questa operazione, attenersi alla seguente procedura:
    1. Individuare e selezionare la seguente sottochiave del Registro di sistema:
      HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\W32Time\TimeProviders\NtpClient\SpecialPollInterval
    2. Nel riquadro destro fare clic con il pulsante destro del mouse su SpecialPollInterval, quindi scegliere Modifica.
    3. In Modifica valore DWORD digitare Tempoinsecondi nella casella Dati valore, quindi scegliere OK.Nota Tempoinsecondi è un segnaposto per il numero di secondi desiderato tra ogni polling. Si consiglia di impostare 900 Decimale. Questo valore consente di configurare il server di riferimento ora in modo che venga eseguito il polling ogni 15 minuti.
  6. Configurare le impostazioni di correzione ora. Per effettuare questa operazione, attenersi alla seguente procedura:
    1. Individuare e selezionare la seguente sottochiave del Registro di sistema:
      HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\W32Time\Config\MaxPosPhaseCorrection
    2. Nel riquadro destro fare clic con il pulsante destro del mouse su MaxPosPhaseCorrection, quindi scegliere Modifica.
    3. Nella finestra di dialogo Modifica valore DWORD selezionare Decimale nella casella Base.
    4. In Modifica valore DWORD digitare Tempoinsecondi nella casella Dati valore, quindi scegliere OK.Nota Tempoinsecondi è un segnaposto per un valore ragionevole, quale 1 ora (3600) o 30 minuti (1800). Il valore selezionato dipenderà dall’intervallo di polling, dalla condizione della rete e dall’origine ora esterna.
    5. Individuare e selezionare la seguente sottochiave del Registro di sistema: HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\W32Time\Config\MaxNegPhaseCorrection
    6. Nel riquadro destro fare clic con il pulsante destro del mouse su MaxNegPhaseCorrection, quindi scegliere Modifica.
    7. Nella finestra di dialogo Modifica valore DWORD selezionare Decimale nella casella Base.
    8. In Modifica valore DWORD digitare Tempoinsecondi nella casella Dati valore, quindi scegliere OK.Nota Tempoinsecondi è un segnaposto per un valore ragionevole, quale 1 ora (3600) o 30 minuti (1800). Il valore selezionato dipenderà dall’intervallo di polling, dalla condizione della rete e dall’origine ora esterna.
  7. Chiudere l’editor del Registro di sistema.
  8. Al prompt dei comandi digitare il seguente comando per riavviare il servizio Ora di Windows, quindi premere INVIO:
    net stop w32time && net start w32time

Da ultimo, se necessario, ricordarsi di aprire sul proprio firewall tra le regole in uscita la porta 123 UDP per permettere al server di conttatare il servizio NTP. Tutto l’articolo Microsoft di riferimento per l’articolo lo trovate a questo indirizzo.

Se su uno dei vostri server, magari attraverso un semplice netstat -an da prompt dei comandi, vi è capitato di vedere una valanga di porte UDP aperte in ascolto legate al servizio DNS, sappiate che è ufficialmente opera di Microsoft. Non si tratta di virus, spyware, ecc (Oddio, per lo meno in questo caso), ma di una patch. Per precisione la MS08-037 riferita alla KB 953230.

La patch fa in modo di diminuire le possibilità che qualcuno falsifichi una risposta DNS, incrementando la randomizzazione nelle richieste DNS che vengono restituite in una risposta. Come effetto si ha che rimangono in ascolto centinaia di porte UDP disorientando non poco gli amministratori di sistema.

In aggiunta a tutto questo, come descritto nella Knowledge Base sopra indicata, si ha un incremento dell’uso delle risorse del server e possibili casi di conflitto con altre applicazioni che fanno uso di porte UDP. Trovandole già aperte dal servizio DNS infatti potrebbero non avviarsi correttamente.

Attraverso alcune modifiche al registro di sistema è possibile sistemare i valori del pool di porte utilizzato (le 2500 del titolo) e il range delle porte assegnate random al servizio. Qui un po’ più di informazioni dettagliate sui passaggi da effettuare.

Mi è capitato recentemente di dover recuperare la Product Key di un Windows Server 2008 a causa di una sua necessaria reinstallazione. Avevo il cd ma non la chiave e per fare in fretta senza mettermi alla ricerca della famigerata etichetta persa chissà dove mi sono servito dell’utility Magical Jelly Bean Keyfinder (scaricabile qui).

Una applicazione che non necessità di installazione e che in un secondo trova le chiavi di tutti i sistemi Windows installati (da Windows 95 o 98 al nuovo Vista e, per l’appunto Server 2008) e di altri software presenti sulla macchina.

Da quando VMware ESX è diventato free con la versione ESXi, ne sto facendo un uso intenso in azienda e dai clienti. La virtualizzazione di VMware permette di fare cose che tempo fa erano inimmaginabili.

Il vero tasto dolente di questo prodotto, per quello che mi riguarda, è però la parte del backup. Dopo aver messo in piedi tre, quattro server con due o più macchine virtuali al loro interno è ovvio che la domanda che ci si pone se si è abbastanza sani di mente e si conoscono i rischi di una eventuale perdita di dati e/o configurazioni, è questa: come diavolo faccio a proteggermi le chiappe da eventuali crash di sistema o menate simili? Ok, faccio i backup dei dati e dello system state di ogni macchina e ogni tanto spengo i server e a manina clono tutto con l’Infrastructure Client, però che pizza, ho uno strumento favoloso a disposizione e faccio ancora le copie a mano…

Ecco se poi fate parte di quella schiera di persone che come me è allergica all’uso intensivo degli script (dai è roba da nerd, non da gente che non ha tempo perchè deve scrivere sul blog, suvvia…), allora forse almeno in questo caso, Trilead VM Explorer vi può essere d’aiuto e risolvervi un po’ di guai.

schermata di selzione dei server ESXi con le relative macchine virtuali

schermata di configurazione del backup

E’ un software bena fatto, semplice semplice, che è in grado di fare tutto quello che gli script di VMware permettono. Clonazioni di macchine virtuali, snapshot a caldo e quant’ altro. Il software che si scarica qui, è in versione free e per la versione full dovete richiedere un codice e pagare quella sciocchezzuola di 490 euro richiesti dai tipi della Trilead. Le differenze? Eccole qui ben spiegate nella solita tabellina comparativa. Manca la possibilità di fare task schedulati, la possibilità di backuppare da una macchina all’altra, ecc. Le cose più ghiotte insomma.

Così con la versione limitata mi sono ritrovato a dover fare a mano i salvataggi e per altro solo sul mio pc. Non è possibile infatti fare backup da un server ESXi ad un altro o da un server ESXi a uno storage di rete. Insomma per avere tutto bisogna pagare.

Domanda. Perdere tutto per un qualsivoglia blocco hardware o software quanto vi costa? Più di 490 euro? Ottimo, comprate il software allora.